via dei Pescioni
I tabernacoli di Firenze
LA STRADA
Da via delle Stelle a via dei Pescioni
Prima di chiamarsi via dei Pescioni, questa strada era conosciuta come via delle Stelle, per la presenza di un passaggio coperto il cui soffitto raffigurava un cielo azzurro disseminato di stelle.
La strada, un tempo più stretta e irregolare, collegava via degli Strozzi, allora chiamata via de' Ferravecchi, a piazza della Padella, uno slargo oggi scomparso.
Il nome attuale deriva dalla famiglia Pescioni, che possedeva alcuni edifici nella zona e nel cui stemma comparivano quattro pesci. Sebbene la famiglia si sia estinta nel 1626, il suo nome è rimasto legato alla strada.
La Firenze scomparsa
Alla fine dell'Ottocento, i grandi interventi di trasformazione del centro storico di Firenze modificarono profondamente l'aspetto di via dei Pescioni.
L'antica Volta delle Stelle, successivamente chiamata Volta dei Pescioni, fu demolita insieme agli edifici che occupavano il lato orientale del primo tratto della strada. Su quell'area sarebbe poi sorto l'Hotel Helvetia & Bristol.
Il tabernacolo sopravvisse alle demolizioni e rimase nella sua collocazione originaria, all'angolo con via degli Strozzi, almeno fino agli inizi del Novecento. Fu successivamente trasferito più indietro lungo la stessa strada, sulla facciata posteriore di Palazzo Tornabuoni Corsi, dove si trova ancora oggi.
La sua presenza conserva così una preziosa testimonianza dell'antico centro storico fiorentino.
IL TABERNACOLO
Una Madonna rinascimentale nella Firenze delle Stelle
Sulla facciata posteriore di Palazzo Tornabuoni Corsi, in via dei Pescioni, si trova un tabernacolo che custodisce un raffinato bassorilievo in gesso policromo raffigurante la Madonna col Bambino e angeli, risalente al XVI secolo. Al centro della composizione, la Vergine è seduta in trono e tiene il Bambino tra le braccia, mentre due cherubini sullo sfondo partecipano alla gioia della scena. Il recente restauro ha riportato alla luce preziose tracce della colorazione originaria: l'azzurro del manto della Madonna, il cinabro nelle capigliature, negli incarnati e nella veste, e la doratura sulle ali dei cherubini. Dettagli che permettono di immaginare l'antica vivacità cromatica dell'opera. Il bassorilievo, probabilmente in origine quadrangolare, fu successivamente adattato alla forma ovale dell'attuale cornice in gesso, decorata con motivi vegetali. La cornice e la tettoia metallica sovrastante risalgono alla fine dell'Ottocento.L’autore e il modello artistico
Il bassorilievo di via dei Pescioni riproduce una celebre composizione dello scultore fiorentino Antonio Rossellino, realizzata in marmo nel terzo quarto del XV secolo e oggi conservata alla Morgan Library & Museum di New York.
L'originale riscosse un grande successo e divenne un modello ampiamente riprodotto, sia dalla bottega di Rossellino sia da altri laboratori artistici, anche nei secoli successivi. Numerose copie sono oggi conservate in musei e tabernacoli stradali fiorentini.
L'esemplare di via dei Pescioni, realizzato nel Cinquecento da un autore non identificato, si distingue per la raffinatezza della lavorazione ed è considerato una delle riproduzioni più pregevoli tra quelle presenti nei tabernacoli di Firenze.
CURIOSITA'
Il palazzo e la nascita dell'opera lirica
Il tabernacolo si trova su Palazzo Tornabuoni Corsi, un edificio la cui storia risale al Rinascimento. Il primo nucleo fu costruito tra il 1466 e il 1469 su progetto di Michelozzo, per volontà di Giovan Battista Tornabuoni, e successivamente ampliato e trasformato nel corso dei secoli.
Il palazzo è legato anche a un episodio fondamentale della storia della musica. Negli anni Novanta del Cinquecento, il marchese Jacopo Corsi, musicista e mecenate, riunì nella propria residenza la prima Accademia di Musica di Firenze. Nella Sala della Musica si tenne, in forma privata, una delle prime rappresentazioni della Dafne, considerata la prima opera lirica dell'età moderna, composta da Jacopo Peri insieme allo stesso Corsi su libretto di Ottavio Rinuccini.
Una lapide in via de' Corsi ricorda ancora oggi questo avvenimento.
Le figure fantastiche di Palazzo Sertini
A pochi passi dal tabernacolo, all'angolo tra via dei Pescioni e via de' Corsi, si trova Palazzo Sertini, riconoscibile per le sue facciate decorate a graffito.
Le decorazioni, realizzate tra il 1515 e il 1520 circa da Andrea di Cosimo Feltrini, raffigurano putti alati, grifoni, arpie, mascheroni, figure umane e animali, insieme a motivi ornamentali e vasi colmi di fiori e frutta.
Apprezzate anche da Giorgio Vasari, queste opere testimoniano il gusto rinascimentale per le grottesche, un genere decorativo che combinava elementi fantastici, figure mitologiche e motivi vegetali.
Le decorazioni oggi visibili sono il risultato di restauri e integrazioni succedutisi nel tempo, soprattutto nel corso del Novecento.