VIA della Stufa

I tabernacoli di Firenze

IL TABERNACOLO

Tabernacolo

Passeggiando in via della Stufa, a pochi passi dalla basilica di San Lorenzo, ti trovi davanti a uno dei palazzi più prestigiosi di quest’area di Firenze: il palazzo Lotteringhi della Stufa, riconoscibile dalla grande loggia sommitale scandita da sei colonne e dallo stemma in pietra serena che domina la facciata. È qui, sulla parete laterale dell’edificio, che si apre un tabernacolo elegante e ricco di storia, testimone silenzioso della vita quotidiana e della devozione di questo quartiere. L’edicola è incorniciata da una struttura in pietra serena, conclusa in alto da un timpano ad arco circonflesso protetto da una piccola tettoia, e in basso da una mensa sporgente. Al centro, una edicola lignea settecentesca, che funge anche da sportello, custodisce un delicato bassorilievo in stucco policromo della fine del Seicento: una raffinata copia della celebre Madonna dei Candelabri di Antonio Rossellino

Bassorilievo

La composizione raffigura la Madonna seduta in trono, avvolta nel tradizionale manto rosso impreziosito da una fascia dorata, mentre regge il Gesù Bambino, adagiato su un cuscino e intento a stringere tra le mani un piccolo uccellino. Ai lati del trono emergono due candelabri, simbolo della luce divina e della sacralità della scena, elementi che danno il nome all’opera e ne rafforzano il carattere devozionale Tabernacolo Stufa-San Lorenzo (… . Il bassorilievo riprende un modello di grande fortuna nel Rinascimento fiorentino: l’originale marmoreo di Rossellino, oggi perduto, fu replicato in numerose versioni in stucco, terracotta e cartapesta, conservate oggi in importanti musei internazionali. Questa diffusione testimonia quanto l’immagine fosse amata e riconoscibile, capace di parlare a generazioni di fedeli attraverso un linguaggio semplice e profondamente umano

LA STRADA

Luce, carità e quotidianità: il tabernacolo come presidio di comunità

Il tabernacolo fu realizzato alla fine del XVII secolo, con ogni probabilità su commissione degli stessi Lotteringhi della Stufa, la famiglia che abitava il palazzo e che aveva legato il proprio nome agli antichi bagni pubblici di San Lorenzo, le “stufe”, da cui la strada prende ancora oggi il nome. Sotto l’edicola è ancora visibile un elemosiniere, segno concreto di una devozione che si traduceva anche in gesto di carità, mentre una lanterna in ferro battuto, finemente decorata, illuminava un tempo l’immagine sacra e l’angolo della strada

CURIOSITA'

Una strada di grandi nomi e memorie fiorentine

Questo tratto di via della Stufa conserva una straordinaria densità di memorie: qui vissero famiglie illustri come i Pecori, i Minerbetti, i Guasconi e i Del Giocondo. Proprio in questa strada abitarono Francesco del Giocondo e Lisa Gherardini, la celebre Monna Lisa ritratta da Leonardo, e poco distante visse e morì anche Bartolomeo Ammannati, uno dei grandi protagonisti dell’architettura fiorentina del Cinquecento

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in collaborazione con

Scheda: Lorenzo Manzani

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